Ascoltare “the WHO”, il “chi”

No, non intendevo il Dottor Who o la band :-). ICF ha creato i “marcatori PCC“, ovvero alcuni comportamenti mostrati dai coach professionisti. Questi affermano:

5.1: Il coach agisce in risposta all’intera persona del cliente (il chi).

6.1: Le domande e le osservazioni del coach sono personalizzate in base a ciò che il coach ha imparato su chi è il cliente o sulla situazione del cliente.

7.2: Il coach pone domande per aiutare il cliente ad esplorare oltre il suo pensiero o sentimenti attuali verso modi nuovi o espansi di pensare o sentire su se stesso (il chi).

8.2: Il coach invita il cliente ad affermare o esplorare il suo apprendimento durante la sessione riguardo a se stesso (il chi).

In una sessione con un gruppo di mentor coach russi, ho potuto esplorare l’uso di questi marcatori nella pratica. La registrazione che stavamo analizzando era davvero interessante per quanto riguarda la capacità del coach di “fare coaching al chi”.

La cliente parlava di volersi sentire calma e di non sentirsi “una novellina” nel suo nuovo lavoro. Ricostruisco qui di seguito la sessione (per motivi di privacy e perché era in russo):

Cliente: “Ho appena iniziato un nuovo lavoro e sono così insicura. Vado al lavoro ogni mattina, sono sempre agitata e per tutto il giorno mi sento come se stessi per rovinare tutto. Mi sento davvero una novellina! Vorrei potermi teletrasportare ad un anno nel futuro e sapere tutto quello che sapevo nel mio vecchio lavoro. Vorrei davvero riavere la mia calma e la mia compostezza. Mi sento così “non calma”. Sì… non mi fa sentire bene”.

Coach: “Ok, allora quali sono le tue migliori speranze da questa sessione?”.

Sebbene la coach stava utilizzando una buona domanda Solution Focused, non stava in realtà reagendo a nulla di ciò che la cliente aveva detto – come se la cliente non avesse detto nulla. Ciò che ICF afferma chiedendo ai coach di “fare coaching al chi” è che i coach notino e raccolgano le parole importanti e riconoscano che le richieste del coachee siano state accolte.

Questo potrebbe apparire come:

Coach: “Sì, sentirsi un novellino non è mai facile – ma, ho sentito che vorresti teletrasportarti nel futuro e recuperare la tua calma e compostezza… Vorresti dirmi qualcosa di più al riguardo?”

e poi invitare la cliente ad esplorare, se vuole.

In molte scuole di coaching, il focus è sul “fare domande” – forse è il momento di guardare a “cercare aperture” (una frase che usa Jeff Chang) per fare domande connesse e significative.

Se vuoi fare pratica su questo, perché non vieni a uno dei nostri incontri e scambi gratuiti di coaching:

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