Il bingo del coaching

L’altro giorno abbiamo avuto una discussione molto interessante nel nostro Coaching Supervision Training. Alcuni di noi avevano partecipato a un’iniziativa di coaching internazionale con molti relatori da tutti gli angoli del mondo e molti approcci diversi. Siamo rimasti sbalorditi dalla prevalenza di parole “importanti”: Neuroscienze, Linguistico, Transgenerazionale ecc.

“Solution Focus è un approccio per il terapeuta dalla mente semplice” è una citazione del nostro amico Ben Furman. Non che noi siamo davvero di mente semplice, ma quando parliamo ai nostri clienti, cerchiamo di evitare termini poco chiari come “Motivazione”, “Riflessione profonda”, “Disfunzione” o “Resistenza”. Il nostro obiettivo è aiutare i clienti a raccontare le loro storie in modi che li rendano più forti. Li invitiamo semplicemente a descrivere concretamente il loro futuro desiderato. “Quando avrai più motivazione, quale sarà la prima cosa che noterai?”

Parte della nostra allergia alle parole “importanti” deriva anche dal fatto che ci asteniamo dal diagnosticare il cliente o dal vederlo con una lente deviata dalle nostre teorie (per esempio “Disfunzioni”). Miriamo a collaborare con i nostri clienti e prendiamo la posizione di non conoscenza e la partnership molto seriamente (cosi come le core competencies di ICF impongono, tra l’altro).

Uno dei risultati della nostra discussione è stato un

Clicca sul pulsante e troverai tante frasi “importanti” di coaching che potrai usare come titolo per il tuo prossimo libro o workshop. La prossima volta ti presenterai davanti a un pubblico di 10000 persone. Te lo prometto.

Se vuoi discutere, perché non ti unisci a uno dei nostri regolari incontri e scambi di coaching?

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