In cima al Monte Stupido

Non vi piace la vista? Se siete come me, avrete passato anni e anni a camminare su questa bella montagna, avete saltato fiumi, camminato su creste vertiginose e ora ce l’avete fatta: siete in cima. La cima di….. Monte Stupido.

Non giudicatevi per questo, scalare Monte Stupido fa parte di ogni viaggio di apprendimento e tutti noi lo facciamo di continuo, quindi concediamoci un po’ di comprensione. Il concetto deriva dal principio di Dunning-Kruger. Quando inizi a imparare qualcosa, la tua esperienza e competenza è ancora relativamente bassa, ma poiché non sai cosa non sai, la tua fiducia è piuttosto alta: ovvero, sei in cima al Monte Stupido.

Kruger Dunning
Effetto Dunning-Kruger (in azione – dato che è Dunning-Kruger, non Kruger-Dunning, vedi, ecco che penso di sapere qualcosa)

Lo vedo spesso in azione nella comunità dei coach. Per esempio, quando i coach impariamo un approccio di coaching, assumiamo naturalmente che sia tutto quello che c’è da imparare sul coaching: la cima del Monte Stupido. Quando i coach hanno operato con diversi clienti con successo usando il loro metodo e un altro cliente non risponde, beh, qualcosa deve essere sbagliato nel cliente: di nuovo la cima del Monte Stupido. Qualcuno presenta un “modello” mostrando molta fiducia (sembra essere un buon modo per fare soldi…) pensiamo: “se è così sicuro, deve essere vero”: sempre la cima del Monte Stupido.

Allora, come si inizia la lunga e penosa discesa? (Qualsiasi escursionista sarà d’accordo sul fatto che scendere è di solito un po’ più difficile, soprattutto quando la salita è stata faticosa). Lasciate che vi racconti la mia storia di una discesa dal Monte Stupido nel coaching.

Avevo padroneggiato l’approccio Solution Focused, scritto 2-3 libri sul metodo, diretto una scuola di coaching che insegnava l’approccio, fondato l’associazione “Solution Focused nelle organizzazioni” (SFIO), fondato una rivista peer-reviewed ecc. Quindi si può dire che ero un esperto di coaching orientato alla soluzione. Ero in cima al Monte Stupido di SF: “Sì, posso fare 5 tipi di domande, funziona, devo essere un genio! O cavolo, questo cliente è difficile – aiuto! Cosa devo fare? Ah… tutto questo ha a che fare con Wittgenstein…. migliaia di pagine di filosofia lette e: ORA ho capito!” Non mi rendevo conto che avevo appena scalato la prossima cima del medesimo Monte.

Quando ho iniziato a impegnarmi con ICF, avevo bisogno di imparare nuove abilità (grazie i miei pazienti mentori Carly Anderson e Margaret Krigbaum e tutti i miei amici che mi hanno sostenuto). Ragazzi, è stato davvero frustrante. È iniziata la lenta discesa. Ho iniziato a vedere il territorio di tutti gli altri approcci di coaching che conoscevo poco. Ho imparato la terapia narrativa e ho scoperto come si può parlare di identità in modo postmoderno. Ho esplorato la partnership con il cliente e il coaching in un modo Solution Focused che è ancora più allineato con il modo in cui voglio presentarmi come coach: con il massimo rispetto per il mio cliente.

Mi sto chiedendo però su quale Monte Stupido mi trovo ora…

E credo che questo sia ciò che serve a un coach per sviluppare l’eccellenza: porsi questa domanda. Come me, siete senza dubbio su un Monte Stupido di qualche tipo. Il coaching è una professione emergente come le sue conversazioni, ha a che fare con situazioni complesse – non può esserci UNA risposta definitiva che ci dica cos’è un buon coaching. Tutti i modelli di competenza che esistono ci danno le basi, forniscono una buona tabella di marcia per … (ok, non lo ripeterò). Ma il vero lavoro inizia nella discesa…

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